Coreografia di gruppo: organizzare gli spostamenti sul palco

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Una coreografia di gruppo non si riduce a far ballare più persone nello stesso momento. La vera sfida sta nel modo di organizzare il rapporto tra i ballerini e i loro spostamenti nello spazio: chi si muove, quando, dove e rispetto a chi. I procedimenti compositivi (unisono, canone, contrappunto, formazioni) sono gli strumenti che danno a un pezzo un’architettura riconoscibile e riproducibile e che rendono l’insieme leggibile per lo spettatore. La guida passa in rassegna tali procedimenti e il vocabolario del palco che serve ad annotarli.

I procedimenti compositivi: giocare sul rapporto tra i ballerini

I procedimenti compositivi servono a selezionare, organizzare, assemblare e strutturare il materiale danzato: permettono di giocare sui contrasti, rafforzare l’emozione o sorprendere lo spettatore. Danno al pezzo un’architettura riconoscibile e riproducibile e coinvolgono tutte le componenti della danza: il corpo, il tempo, lo spazio, l’energia e gli altri. È proprio l’ultimo punto, il rapporto con gli altri, a caratterizzare la composizione di gruppo.

Il procedimento più semplice è l’unisono: tutti i ballerini eseguono gli stessi movimenti nello stesso momento. È uno dei procedimenti di base del repertorio e crea un senso di unità, di armonia e di identità di gruppo; usato in modo consapevole, rende l’esperienza collettiva subito leggibile e dà impatto a un momento. All’opposto, il contrappunto consiste nel far eseguire simultaneamente almeno due sequenze di movimenti distinte a ballerini o sottogruppi diversi, come un assolo mentre gli altri ballerini danzano un’altra sequenza. Tra i due, il contrasto giustappone sequenze opposte nei loro elementi (ampiezza, energia, orientamento), per esempio movimenti lenti e sostenuti accanto ad azioni improvvise ed esplosive, creando una rottura o una dissonanza.

Diversi procedimenti giocano sullo sfasamento nel tempo. Il canone riprende la stessa sequenza in tutti gli interpreti, ma con partenze scaglionate: è l’equivalente danzato del canone musicale (una stessa frase ripresa con momenti di partenza sfasati). La cascata, o successione, fa eseguire lo stesso movimento ai ballerini uno dopo l’altro, producendo un effetto onda tipo «ola»; il dizionario Récit ARTS, peraltro, la distingue esplicitamente dal canone. L’alternanza fa rispondere a turno i movimenti di un individuo o di un gruppo a quelli di un altro, e la domanda/risposta spinge tale logica verso una forma dialogata, come un gioco in cui due ballerini (o due gruppi) si alternano la frase.

Ampliare la tavolozza: accumulazione, specchio, motivo e variazioni

Oltre ai procedimenti fondamentali, diversi strumenti arricchiscono la costruzione d’insieme. L’accumulazione assume due forme: accumulazione di movimenti (A, poi AB, poi ABC…) o accumulazione di ballerini (aggiunta progressiva di interpreti). Il «lascia e riprendi» fa uscire temporaneamente alcuni ballerini dall’unisono prima che si ricongiungano al gruppo: un modo semplice per creare rilievo senza rompere la coesione d’insieme.

Lo specchio consiste nel fare la stessa cosa nello stesso momento in un rapporto faccia a faccia, in due o in più: i ballerini eseguono la loro frase uno di fronte all’altro, simultaneamente e senza sfasamento. Attenzione a non confonderlo con lo specchio della sala prove (quello davanti a cui provi): qui lo «specchio» indica una relazione tra ballerini, non un oggetto. La ripetizione di un movimento o di una sequenza, invece, crea enfasi, un effetto ipnotico o saturazione.

Anche i movimenti in sé possono essere trasformati. La variazione riprende i movimenti modificandone le componenti (ampiezza, tempo, energia…). Il retrogrado esegue una frase al contrario, invertendo l’ordine delle sue azioni. Infine, il motivo (motif and development) è un movimento o una breve sequenza ricorrente che simboleggia un’idea o un tema centrale, che il coreografo sviluppa e trasforma nel corso del pezzo: un filo rosso che aiuta lo spettatore a orientarsi. Un aspetto pratico: la terminologia non è del tutto standardizzata. La tradizione francese (EPS, dizionario Récit ARTS) parla di unisono, canone, cascata, specchio, domanda-risposta, contrappunto, mentre la tradizione anglosassone (programmi GCSE) usa unison, canon, contrast, motif, retrograde, formations. Meglio mantenersi generici che imporre una nomenclatura unica.

Formazioni e spostamenti nello spazio del palco

Organizzare gli spostamenti collettivi significa prima di tutto pensare alle formazioni, cioè al modo in cui i ballerini e i sottogruppi occupano lo spazio scenico. Puoi disporre i sottogruppi in assolo, duetto, terzetto o quartetto e organizzare l’insieme in cerchio, colonna, linea, quadrato, diagonale o corteo. È tale organizzazione dello spazio, combinata alle relazioni tra i ballerini, ad arricchire il pezzo, molto più della difficoltà tecnica dei singoli passi.

Per situare le formazioni serve un vocabolario del palco condiviso. Il proscenio è il bordo del palco verso il pubblico (si «scende» in proscenio); il fondo è la parte posteriore del palco (si «risale» verso il fondo): sono opposti. In larghezza, il teatro francese chiama côté jardin il lato sinistro del palco visto dallo spettatore e côté cour il lato opposto: l’orientamento è dato dal punto di vista del pubblico, quindi è speculare rispetto a quello del ballerino. Cour, jardin, face e lointain sono i quattro punti cardinali del teatro francese; i nomi cour/jardin vengono dalla sistemazione degli attori al palazzo delle Tuileries, dove il palco reale ha dato il nome ai lati. Precauzione importante: precisa sempre il punto di vista. Nel teatro anglosassone, downstage (verso il pubblico, il proscenio) e upstage (verso il fondo) vengono dai palchi in pendenza, e stage left / stage right sono definiti dal punto di vista dell’attore rivolto al pubblico, quindi anch’essi invertiti rispetto allo spettatore. Scrivere «a sinistra» senza precisare da quale punto di vista è un classico errore.

La leggibilità d’insieme si lavora anche con la gerarchia visiva. Puoi dividere il palco come una griglia di tre zone in larghezza per tre in profondità, cioè nove posizioni (downstage left/center/right, center left/center/right, upstage left/center/right). I ballerini in downstage e al centro sono i più visibili e attirano di più l’attenzione: è lì che metti ciò che vuoi far risaltare. Uno strumento web come Stancz permette di posizionare e visualizzare tali formazioni in 2D, in 3D e in Vista pubblico, per verificare in anticipo ciò che il pubblico vedrà davvero.

Prese e sicurezza: l’esempio dei ruoli nel cheerleading

Quando una coreografia di gruppo include delle prese, la ripartizione dei ruoli riguarda la sicurezza tanto quanto la resa visiva. Il cheerleading offre un esempio strutturato: in uno stunt, le basi sollevano, tengono, lanciano e riprendono il flyer garantendone la stabilità (in uno stunt a due basi, ciascuna sostiene un piede del flyer); il flyer, o top, esegue le figure in alto; e lo spotter si occupa della sicurezza.

Il ruolo dello spotter è definito con precisione dal regolamento della federazione USASF: è la persona la cui responsabilità principale è prevenire gli infortuni proteggendo la zona di capo, collo, schiena e spalle del top person durante uno stunt, una piramide o un toss. Deve far parte della squadra ed essere preparato alle tecniche di spotting. In concreto, di solito sta di lato o dietro lo stunt, in piedi sulla superficie di gara, senza avere il busto sotto lo stunt, e deve poter toccare la base che sorveglia; una stessa persona, inoltre, non può essere contemporaneamente base e spotter obbligatorio.

Tali principi illustrano i ruoli e la cultura della sicurezza delle prese di gruppo, ma il regolamento USASF riguarda specificamente il cheer: non si applica così com’è alla danza di scena classica o contemporanea e non va preso come norma universale. Per qualsiasi lavoro di prese, affidati a una federazione o a un istruttore qualificato anziché a indicazioni raccolte online. Come riferimento, altre discipline collettive formalizzano anch’esse l’arte del gruppo: nel twirling con il bastone, la prova a squadre (Team Twirl) punta a dimostrare la forza del collettivo, dove precisione tecnica e creatività coreografica si uniscono in una performance armoniosa; in Francia la disciplina fa capo alla federazione FFSTB.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra un canone e una cascata?
Nel canone tutti i ballerini eseguono la stessa sequenza di movimenti, ma con partenze scaglionate nel tempo, come in un canone musicale. La cascata (o successione) fa eseguire lo stesso movimento ai ballerini uno dopo l’altro, producendo un effetto onda tipo «ola». Il dizionario Récit ARTS distingue esplicitamente i due procedimenti e invita a non confonderli.
Lati del palco: come non sbagliare?
Nel teatro francese, côté jardin è il lato sinistro del palco e côté cour quello opposto, ma visti dal punto di vista dello spettatore: per il ballerino rivolto al pubblico i lati sono invertiti. Il proscenio indica il bordo verso il pubblico, il fondo la parte posteriore del palco. Nel teatro anglosassone, invece, stage left e stage right si danno dal punto di vista dell’attore. Precisa sempre il punto di vista per evitare ogni errore.
Quali formazioni usare per una coreografia di gruppo?
Puoi organizzare ballerini e sottogruppi in linea, colonna, cerchio, quadrato, diagonale o corteo, e suddividere i sottogruppi in assolo, duetto, terzetto o quartetto. È l’organizzazione dello spazio, combinata alle relazioni tra i ballerini, ad arricchire il pezzo. Per la leggibilità, puoi anche pensare il palco come una griglia di nove posizioni.
Dove posizionare i ballerini perché siano più visibili?
Dividendo il palco in una griglia di tre zone in larghezza per tre in profondità (nove posizioni), i ballerini in downstage e al centro, cioè verso il pubblico e nel mezzo, sono i più visibili e attirano di più l’attenzione. È la posizione da privilegiare per ciò che vuoi mettere in evidenza.

Fonti

Questa guida si basa sui seguenti riferimenti, consultati durante la sua stesura.

  1. 1.dicomulti.recitarts.ca
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  4. 4.unt.univ-reunion.fr
  5. 5.site.ac-aix-marseille.fr
  6. 6.sites.ac-nancy-metz.fr
  7. 7.theatre-odeon.eu
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  10. 10.backstage.com
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  12. 12.blog.omnicheer.com
  13. 13.usasf.net
  14. 14.fftwirl.fr

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