Creare la pianta del palcoscenico per uno spettacolo
Pubblicato il
La pianta del palcoscenico è il documento che mostra, in un’unica immagine vista dall’alto, dove va ogni interprete, ogni elemento scenografico e ogni punto tecnico. Fatta bene, evita i malintesi in prova, rende più fluido il montaggio e diventa il riferimento condiviso tra la compagnia, i tecnici e il teatro ospitante. Ecco come costruirla e trasmetterla.
Cos’è una pianta del palcoscenico e a cosa serve
La pianta del palcoscenico (nel mondo anglofono «stage plot») è uno schema del palco visto dall’alto, a volo d’uccello. Mostra dove si posiziona ogni interprete, gli elementi scenografici e l’attrezzatura. Sul fronte tecnico, audio e luci, indica anche le posizioni delle spie (wedges), dei microfoni, delle DI box e dei punti di alimentazione elettrica. Per uno spettacolo di danza, l’uso principale rimane il posizionamento degli interpreti, la scenografia e il piano luci: la notazione audio dettagliata riguarda soprattutto i concerti e la musica pop e rock dal vivo.
Va distinta da un documento affine: la «input list», che associa gli ingressi ai canali del mixer e fa da guida per il patch. I due documenti sono complementari ma diversi: la input list guida il mixer, la pianta guida l’organizzazione fisica del palco.
Nello spettacolo dal vivo si distinguono poi due disegni complementari. La planimetria generale (plan de masse) è una vista dall’alto che comprende il palco, le quinte, la sala, le passerelle, gli stangoni e le attrezzature mobili, con la linea della ribalta e l’asse del palco. La sezione (plan de coupe) è una vista di profilo della sala, della torre scenica, del sottopalco e degli stangoni. Insieme danno una lettura completa dello spazio.
I punti di riferimento del palco: proscenio, fondo e lati
Quattro punti cardinali orientano il palco: il proscenio, il fondo e i due lati (in Francia si chiamano face, lointain, cour e jardin). Il proscenio è la parte anteriore del palco, la più vicina al pubblico; il fondo è la parte posteriore, la più lontana dal pubblico, delimitata dalla parete di fondo, all’opposto del proscenio. I due assi strutturano ogni lettura di un posizionamento.
La trappola classica per chi comincia riguarda i lati: «a sinistra» non vuol dire nulla finché non dici di chi è la sinistra. Il teatro francese ha risolto il problema con due nomi fissi, definiti SEMPRE dal punto di vista del pubblico, mai da quello dell’interprete. Il côté jardin è il lato sinistro visto dalla platea; il côté cour è il lato opposto, cioè la sinistra dell’interprete rivolto al pubblico. In pratica basta una parola: jardin è la sinistra di chi guarda, cour è la sinistra di chi è in scena. I francesi lo ricordano con «J.-C.» (come Jésus-Christ): J di Jardin a sinistra e C di Cour dall’altra parte, visti dalla sala. I termini vengono da una tradizione: compaiono quando la Comédie-Française occupa la Sala delle Macchine del Palazzo delle Tuileries, verso il 1770, con un lato affacciato sul cortile del Louvre (la cour) e l’altro sul giardino delle Tuileries (le jardin); prima si diceva «lato del re» e «lato della regina», nomi abbandonati dopo la Rivoluzione.
Se lavori con riferimenti anglofoni, attenzione al cambio di punto di vista. Nel teatro anglofono, stage left e stage right si definiscono dal punto di vista dell’interprete rivolto al pubblico (stage left = la sua sinistra), quindi risultano invertiti per chi guarda dalla sala. Upstage significa verso il fondo, downstage verso il proscenio; la terminologia viene dagli antichi palchi in pendenza (raked stage) inclinati verso il pubblico, dove andare «upstage» significava salire fisicamente verso il fondo. Il center stage è lo spazio scenico centrale, il più visibile.
Disegnare la pianta: scala, contorno e simboli
Una pianta del palcoscenico deve indicare una scala. Nello spettacolo dal vivo francofono la scala più citata è 1:50 (1 cm sulla pianta = 50 cm reali); si usa anche 1:100 (1 cm = 1 m), con scale di lettura che vanno da 1:20 a 1:125. Nell’amplificazione audio e nella musica dal vivo, le fonti anglofone citano piuttosto 1/4 di pollice per 1 piede. La scala è quindi una convenzione da scegliere e da indicare con chiarezza, non una regola unica.
I passaggi per costruire la pianta: 1) raccogliere le informazioni (dimensioni e forma del palco, elementi fissi come porte e pilastri); 2) definire la scala; 3) disegnare il contorno del palco e i suoi elementi permanenti, su carta millimetrata o con un software; 4) posizionare ogni elemento con simboli e un codice colore; 5) aggiungere una legenda e una riga di contatto (nome, telefono o email, data e versione). Tra gli strumenti citati figurano Vectorworks, SketchUp, AutoCAD e generatori online dedicati. Anche Stancz, strumento web per posizionare e visualizzare formazioni in 2D, in 3D e nella Vista pubblico, può servire a progettare e condividere il posizionamento degli interpreti.
La pianta in scala ha usi molto concreti sul campo: riportare la disposizione dei proiettori misurata sulla pianta, distribuire le quinte, tracciare i limiti di visibilità e le linee oltre le quali il pubblico vede dietro le quinte, calcolare le altezze dei cieli e gli angoli di diffusione del suono. La pianta su carta rimane indispensabile per misurare e tracciare direttamente sul pavimento. Per inquadrare la cornice: il boccascena è l’elemento fisso che incornicia l’apertura tra sala e palco, con alla base il piano del proscenio; è l’apertura che il sipario tagliafuoco può chiudere. Dietro di esso, l’arlecchino (manteau d’Arlequin), detto anche boccascena mobile, regola larghezza e altezza dell’apertura in base alle dimensioni della scenografia.
Trasmettere la pianta alla squadra e al teatro ospitante
Il flusso di consegna è codificato. Il teatro ospitante fornisce la sezione e la planimetria del palco, incluse nella sua scheda tecnica; la compagnia vi riporta le proprie disposizioni di scenografia e luci. Riuniti, i documenti diventano «il perno, l’elemento indispensabile alle squadre tecniche sul campo». La pianta del palcoscenico non è quindi un documento isolato: si inserisce in uno scambio tra il teatro e la compagnia.
Il direttore tecnico usa la scheda tecnica (teatro più compagnia) per definire le condizioni di accoglienza e supervisionare montaggio e repliche. La scheda del teatro riporta le dimensioni del palco, i tipi di stangoni, i limiti di carico dei tiri, la capienza e il parco attrezzature; la compagnia vi dichiara le proprie necessità di luci, audio, personale e scenografia (motori, tiranti, ecc.). Sul fronte luci, la pianta luci indica tipo, posizione, orientamento, puntamento e colore dei proiettori, e la scaletta luci elenca in ordine cronologico i cue e gli effetti da eseguire durante lo spettacolo.
La scheda tecnica deve precisare le dimensioni minime del palco e la macchineria necessaria (la scenografia ci sta? il palco è adatto?), fornire una breve presentazione e una foto degli elementi scenici e indicare i referenti tecnici della compagnia con i loro recapiti. Ha valore contrattuale: ogni omissione impegna economicamente il produttore. La regola d’oro indicata dalle fonti: andare all’essenziale per farsi capire.
Domande frequenti
- Lati del palco: come non sbagliare più?
- Scegli un punto di vista coerente e indicalo. Nel teatro anglofono, stage left e stage right sono definiti dal punto di vista dell’interprete rivolto al pubblico: stage left è la sinistra dell’interprete e, per il pubblico, finisce sull’altro lato. I termini francesi cour e jardin usano invece il punto di vista del pubblico: jardin è a sinistra visto dalla platea, cour sul lato opposto. Un trucco francese per ricordarlo è «J.-C.»: J di Jardin a sinistra, C di Cour dall’altra parte. Qualunque convenzione usi, indicala sulla pianta, così nessuno la inverte.
- Che scala usare per la pianta del palcoscenico?
- Nello spettacolo dal vivo francofono la scala più diffusa è 1:50 (1 cm = 50 cm reali); si usa anche 1:100 (1 cm = 1 m). Nell’amplificazione audio e nella musica dal vivo si trova piuttosto 1/4 di pollice per 1 piede. L’essenziale è scegliere una scala e indicarla con chiarezza sulla pianta.
- Esistono misure standard per il palco?
- No. Le misure (apertura, profondità, altezza sotto la graticcia) sono specifiche di ogni sala. Per dare un’idea dell’ampiezza, l’Odéon-Théâtre de l’Europe dichiara un’apertura di boccascena di 11,15 m, un’altezza di boccascena di 9,48 m, una profondità di 11,70 m, un’altezza sotto la graticcia di 20 m e una larghezza da muro a muro di 22 m, mentre un piccolo palco può avere appena 3,50 m circa di apertura. Fai sempre riferimento alla scheda tecnica della sala specifica.
- Quali informazioni deve contenere la pianta per essere davvero utilizzabile?
- Il contorno del palco e i suoi elementi fissi, nella scala indicata; ogni interprete, elemento scenografico e punto tecnico segnalato con simboli e un codice colore; una legenda; e una riga di contatto con nome, telefono o email, data e versione. Per il teatro ospitante, la pianta si inserisce nella scheda tecnica, che deve precisare le dimensioni minime, la macchineria necessaria e i referenti tecnici.
Fonti
Questa guida si basa sui seguenti riferimenti, consultati durante la sua stesura.
Leggi anche
Pianta del palcoscenico: lati e punti di vista, proscenio e fondo, misure del palco, scala, disposizione e consegna al team tecnico. Il metodo completo.
Inizia